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Situazione generale: un aggiornamento

Votazione globale andamento Expo
Oggi diamo uno sguardo alla situazione generale dei lavori in corso a Milano in vista della prossima EXPO. Mentre si riscontrano degli ordini di marcia assolutamente a tempo si cominciano a delineare con chiarezza i contorni dei lavori e delle opere infrastrutturali a cui la città dovrà dire addio, vista la mancanza di tempo utile per realizzarle. Come mai si chiederà l'uomo della strada? Forse perché in questi ultimi due anni e mezzo si è perso tempo e denaro dietro a favole di palazzo, giri di poltrone e avvicendamenti al vertice di gente non qualificata o troppo sponsorizzata? E perché allora non ricordare il tempo sprecato per trovare una soluzione al problema delle aree quando poi, alla fine, si è fatto come aveva indicato il commissario Moratti già prima che il BIE desse la sua iniziale investitura alla città meneghina? No, per tornare al punto di partenza (che corrispondeva anche a quello di arrivo) si è dovuti saltare avanti e indietro sul tabellone del grande gioco dell'oca dove a condurre sono stati un po' la Regione e un po' il Comune, un po' il Ministero dell'Economia ma mai la Provincia, presentatasi in braghe di tela all'unico appuntamento che avrebbe potuto vedrla protagonista, cioè alla costituzione della nuova società per l'acquisto dei terreni, appuntamento a cui Podestà si è presentato con le tasche vuote. L'avvicendamento al vertice della società Expo Spa non ha certo reso buon servizio allo scopo ultimo della stessa: si è pasati da un uomo spiccio, capace di fare, deciso e risoluto anche se, forse per questi motivi, inviso a molti, come Paolo Glisenti a un uomo dello stare, del riposare, del parlare come Lucio Stanca, doppioincarichista della prima ora ma fedelissimo di Berlusconi, che dopo un anno e mezzo e con oltre 700 mila euro in più in tasca ha fatto sdegnato "il gran rifiuto" lasciando il posto al bravo (?) e poco meno pagato Giuseppe Sala, già direttore generale del Comune di Milano - City Manager per dirla come quelli che parlano bene.

Risolta sul filo di lana la questione terreni è giunto il momento di dare il via a tutta una serie di lavori e interventi di cui la città ha sentito parlare per oltre due anni ma dei quali non si è vista l'ombra. L'unico segnale deciso ai cittadini è stato il disagio provocato da tutta una serie di cantieri aperti senza mai iniziare i lavori: recinzioni, scavi, perimetri tracciati, transenne, corsie stradali menomate, piste ciclabili minacciate o realizzate a singhiozzo regalando ingorghi a un traffico locale già piuttosto in imbarazzo.
A un certo punto, tuttavia, si è dato finalmente il via ad alcune opere, come quella delle vie d'acqua, il "corridoio ecologico" che permetterebbe di collegare la Darsena con l'area Expo, dove però l'autorità giudiziaria ha pensato bene di porre sotto sequestro i terreni (Vademecum ne ha parlato la scorsa settimana) visto l'elevato indice di inquinamento degli stessi, ormai giunto fino alla falda acquifera sottostante. Come inizio non c'è male verrebbe da dire.

Nel frattempo si stanno organizzando le gare d'appalto per i lavori di molti altri cantieri e dovrebbero essere chiuse entro la metà del prossimo anno, robette da circa 300 milioni di euro...

Tra le infrastrutture che ormai, per alcune generazioni di lombardi, hanno del mitologico, vi sono le realizzazioni autostradali come la Brebemi (alternativa veloce alla sempre congestionata A4 per spostare merci e persone tra BREscia BErgamo e MIlano) e la Pedemontana (arteria di scorrimento rapido in grado di collegare la provincia di Varese a quella di Bergamo senza passare dal capoluogo lombardo), senza dimenticare la nuova Tangenziale Est che, con i suoi oltre trenta chilometri dovrebbe collegare la A1 alla A4 tagliando le campagne da Agrate Brianza a Melegnano: i lavori di quest'ultima opera dovrebbero iniziare tra la fine del prossimo anno e l'inizio del 2012. Il tempo stringe e i lavori sono tanti e di portata enorme: l'assessore regionale Cattaneo, in un'intervista, è l'unico a mostrare ottimismo, certo che i lavori di realizzazione finiranno "tutti entro il tempo previsto se non in anticipo." La Pedemontana, di cui una quindicina di chilometri sono già realizzati e in uso da circa dieci anni nell'area interurbana di Bergamo, aspetta che comincino i lavori di completamento, per ancora oltra cinquanta chilometri mentre per la Brebemi (oltre 60 chilometri) come per la tangenziale Est si dovrà attendere la fine del prossimo anno per vedere la posa della "prima pietra". Ce la faranno i nostri eroi a compiere, cioè portare a termine, le imprese per tempo?

Ultimi ma non meno importanti i lavori di realizzazioni delle linee metropolitane 5 e della fantasmagorica, per il momento, linea 4. La nuova linea viola (o lilla come pare la vogliano chiamare) ormai prossima alla conclusione della prima tratta fino a via Bignami, vede imperversare i lavori per la realizzazione della seconda tratta, quella che dovrebbe congiungere la stazione di Porta Garibaldi con lo stadio Meazza di San Siro (ma nell'aria non dovrebbero esserci nuovi stadi per le squadre milanesi? E allora che senso avrebbe spostare rapidamente la gente lì, per scommettere sui cavalli?): basteranno i prossimi quattro anni a portare a termine i lavori? C'è chi scommette di no oppure parla di rischio lavori effettuati non a regola d'arte per finire entro i termini previsti.
Per la linea 4, quella che dovrebbe spingersi dal centro città fino all'aeroporto di Linate, il discorso è un altro: non ci sono i cantieri nè i progetti definitivi quindi scordiamoci il servizio entro l'anno dell'Expo, a meno di un'intervento divino che risolva i problemi attuali o della realizzazione di una linea più corta.

 

Ezio Rotamartir

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