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La fotografia ai tempi di Expo

Vincenzo Castella, Milano, 2013. Da Italia Inside Out
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli occhi sono puntati su Milano. È quasi inutile dirlo: già da diversi mesi il capoluogo lombardo è al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo si può sintetizzare in una parola: Expo. Che per questa edizione ha un tema di particolare attualità: con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si vuole parlare di scompensi ambientali, con luoghi dove la fame è un problema endemico e altri dove il problema è l’obesità, luoghi dove si vorrebbe poter mangiare a cui si contrappongono altri dove non si mangia – leggi diete - per mantenersi in linea e, ancora, spreco e mancanza di cibo, sfruttamento di zone di produzione a opera di altri che ne godono i vantaggi. Ma non va dimenticato un altro tipo di nutrimento dato dalla cultura. Che, a sua volta, significa scoprire quanto altri hanno fatto nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e goderne i risultati, gioendo per questa possibilità che è ricchezza – nutrimento, appunto - per lo spirito. Ma non solo: i dati sull’apporto di lavoro e ricchezza che ricade ad ampio raggio sono decisamente elevati con cifre molto interessanti.

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Il padiglione Italia resta a Shanghai

L'ingresso del Padiglione Italia

Ovvero quando le cose sono fatte bene. Al termine dell'Expo 2010, quella dei record, quella mastodontica che ha rivoltato la faccia di un'intera città, quella di Shanghai, tutto si smonta e viene rispedito nel paese d'origine. È capitato praticamente a tutto e a tutti tranne che a pochissime eccezioni: una di queste è il padiglione che ha rappresentato l'Italia, così bello e avveniristico che la Cina ha chiesto di lasciarlo lì.

 

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Che cosa accade dopo l'Expo

Mi piego ma non mi spezzo

Sembra che accada regolarmente alle città che ospitano un'Expo, anche quelle più di successo come la recente di Shanghai. Una volta calato il sipario sull'evento sembra intervenire una sorta di torpore intellettuale e socio-culturale che spegne in fretta tutte le luminarie accese per fare da ribalta alla città ospite. Qualcuno ha parlato di effetto boomerang e Shanghai non ne è stata risparmiata: poco dopo la fine dell'Expo dei record, la città è ripiombata immediatamente nel suo stato di altissimo inquinamento da cui sembrava essersi (in parte) ripulita.

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