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Expo 2015: lo status quo

Statua della Vergogna, Palermo, particolare

A distanza di oltre un anno dalla nostra ultima disamina sullo stato delle cose che riguardano l'Expo, facciamo di nuovo il punto della situazione. Le "grandi opere" pensate per la grande manifestazione sono tutte in ritardo e alcune addirittura a rischio: l'unica realizzazione garantita resta il sito espositivo, come si poteva prevedere.

Quello che i cittadini lombardi aspettano da decenni sono quelle opere viarie, atte ad alleggerire il traffico sulle principali arterie esistenti: Pedemontana, Tangenziale Esterna e BreBeMi. Allo stato attuale, con i finanziamenti pubblici risicati e nessuna voglia di investire ancora da parte dei partner privati, le tre opere rischiano di non vedere la luce prima dell'avvio della prossima Esposizione Universale, soprattutto le prime due. I settanta chilometri previsti per la BreBeMi (una bretella autostradale che collega Brescia e Bergamo a Milano in alternativa alla A4) potrebbero essere i soli a giungere a compimento, nonostante i due miliardi di Euro di investimento richiesto. Gli imprenditori bresciani, bergamaschi e cremaschi ci tengono troppo a questa bretella e, anche a denti stretti, hanno trovato il modo di farla finanziare interamente.

La Tangenziale Esterna, altri due miliardi di investimento per una strada che dovrebbe collegare Bergamo a Varese, dei 33 chilometri originari potrebbe vederne realizzati una decina scarsa, giusto per realizzare un troncone che si vada a collegare proprio con la BreBeMi. Nonostante gli ultimi aumenti di capitale deliberati (oltre duecento milioni) per Pedemontana e Tangenziale Esterna bisognerà attendere, prima di tutto, che il socio di maggioranza, la Serravalle S.p.A., versi effettivamente i 90 milioni che le spettano come quota e poi attendere i versamenti dela restante compagine sociale. Si stima tuttavia che per finire le opere servano almeno altri quattrocento milioni di Euro che, alla data odierna, sembrano una cifra immaginifica per l'assenza di finanziatori, soprattutto. La famigerata Pedemontana, sbandierata come simbolo di modernizzazione da tutti i governi dai tempi del boom economico, rischia di essere realizzata solo per il 30% della sua progettata estensione. Nei pressi del comparto di Seveso e Meda c'è poi un altro nodo che blocca la sua costruzione: un tratto del manto stradale dovrebbe, da progetto, attraversare il parco sotto il quale è coperta la terra infetta da diossina, raccolta durante la bonifica del 1976 quando si verificò la letale fuoriuscita dalla locale Icmesa. Chissà come mai nessuno si è accorto di questo problema al momento di tracciare il progetto? Ovviamente la popolazione locale si chiede quali rischi potrebbe correre qualora la diossina, tornando in superficie, venisse nuovamente esposta all'aria. Dopo la bonifica è stato creato un luogo ritenuto quasi sacro e inviolabile, il Bosco delle Querce, che invece verrebbe in parte cancellato dal passaggio dell'opera autostradale.

Tornando in città, invece, vediamo subito che le cose vanne meglio: la linea 5 del metro è partita, con le prime sette stazioni delle quali abbiamo detto qualche giorno fa, e a detta di tutti dovrebbe farcela a raggiungere il traguardo del completamento entro l'aprile 2015. Discorso diverso per le altre linee in progetto. La sei è stata cancellata già da oltre un anno mentre la linea 4 (Carneade della rete sotterranea) vedrà la realizzazione in extremis di, audite audite, ben due fermate (sulle 22 previste) così che il Comune possa intascare il mezzo miliardo di Euro messo a disposizione dal Governo. Vergogna e disappunto per un atteggiamento, come per la Tangenziale Esterna, di promessa realizzata solo in minima parte. Nessuno di quelli che stanno al comando, Pisapia et amici, Formigoni et ciellini, Leghisti e Forzisti, sembra tuttavia perdere il sonno per questi record negativi, per queste figure barbine a livello planetario che l'Italia delle banane e l'ex capitale morale stanno facendo.

A carico del Comune ricordiamo ci sono anche i finanziamenti per le due strade di collegamento al sito Expo, una da Molino Dorino e l'altra da viale Zara: da dove arriveranno i fondi necessari alla loro realizzazione? Al momento dell'elezione nonno Pisa e i suoi accoliti avevano promesso, ad esempio, che l'aumento del biglietto ATM avrebbe significato un incremento del numero di mezzi pubblici circolanti con conseguente aumento della qualità del servizio, tutte promesse rivelatesi false e infondate visto che il servizio pubblico è qualitativamente e quantitativamente peggiorato; allo stesso modo ci viene da pensare che stiano raccontando un sacco di balle alla popolazione anche per quanto riguarda l'Expo, sperando forse che l'ex assessore al bilancio, il vergineo Tabacci, una volta eletto in Parlamento (se eletto...) promuova la causa milanese facendo giungere ancora un po' di soldi nelle casse comunali attraverso spintarelle e magheggi politici. Vergogna, vergogna, vergogna tanto per usare le parole di un altro gaglioffo ormai defunto che tanto piaceva alle sinistre italiote.

Come detto in precedenza l'unico progetto che dovrebbe arrivare preciso alla data di consegna è quello dei lavori di realizzazione del sito dell'Expo. Usiamo sempre il condizionale poiché, nonostante i lavori procedano senza sosta, il tribunale di Milano ha aperto un'inchiesta per turbativa d'asta, relativa proprio all'assegnazione di questa opera, che potrebbe un domani provocare ritardi inattesi e disastrosi, sotto il profilo temporale.

Concludendo, a conti fatti e a detta degli organi competenti, sembra proprio che di tutte le opere ipotizzate per il 2015 solo la metà, o forse meno, vedrà la luce entro l'apertura dell'Expo del 2015.
La solita italietta governata e condotta dai soliti, conosciuti, piccoli amministratori.

 

Ezio Rotamartir

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