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Area C vince il Comune

Area C: Lasciate ogni speranza voi che entrate

L'avevano sospesa durante i mesi estivi (bello sforzo, non c'era quasi nessuno) con la scusa del ricorso da parte di un garage del centro che si è visto diminuire i clienti in maniera considerevole dall'introduzione del progetto. Poi la banda nonno Pisa–bambino Maran, l'assessore che chiedeva i soldi su internet, ieri è andata a festeggiare la sentenza del Consiglio di Stato che cancellava il ricorso e dava il supremo placet al ripristino totale del provvedimento sul traffico. Da una parte sembra giusto: il traffico a Milano, Area C o no, continua a essere un problema e i mezzi pubblici non aiutano di certo. Dall'altra si ripropone la solita solfa del popolo italiota: chi fa da sé fa per tre anche se, in questi casi, non è mai corrispondente al vero. Se il ricorso l'avesse fatto una categoria intera di cittadini o contribuenti forse, l'esito del Consiglio di Stato, non sarebbe stato così scontato: al contrario, trovandosi davanti il ricorso di una singola impresa contro il "bene" delle casse comunali della capitale morale, il gioco è stato fin troppo facile. In questi casi c'è pure l'alibi della salute pubblica...

Siamo un paese di allocchi, ignoranti e limitati, un popolo di piccoli esseri che pensano ancora e solo sempre ai propri interessi mai a quelli della comunità. Alla sospensione dell'Area C, la scorsa estate, ho visto addirittura apparire scritte sui vetri di alcuni negozi del centro che inneggiavano alla vittoria (decisamente temporanea) su un provvedimento che si sapeva già sarebbe stato ripristinato al rientro dalle vacanze. Tutti ce l'avevano con l'assessore Maran (un genio a sentire il Pisa ma forse la pensa così solo lui che l'ha voluto più per un coup de théâtre a livello mediatico che per le reali capacità del bellimbusto) senza pensare a creare un vero e proprio comitato degli esercenti contro l'Area C: sicuramente sarà passato nelle piccole e limitate menti dei bottegai di Milano: "tanto ci ha già pensato qualcun altro..."

Così facendo il risultato era quasi scontato, come per un incontro della Juventus: vuoi per capacità, vuoi per amicizie, vuoi perché si sa come va il mondo, vuoi per le conoscenze (e si potrebbe continuare ancora a lungo) vince sempre chi ha le aderenze giuste e, in questo caso, il Comune di Milano ne aveva in sovrannumero rispetto agli incazzosi parcheggiatori del centro (con le loro tariffe da far impallidire New York).

Al momento dell'annuncio nonno Pisa, la faccia giovane espressa da Milano come proprio sindaco, non ha potuto che dirsi soddisfatto della sentenza del Consiglio di Stato anche se c'è ancora il Tar regionale che deve esprimersi ma si tratta di una pura formalità, sempre a favore del Comune. Il sindaco non ha perso l'occasione di sottolineare che sia il traffico sia il tasso di inquinamento sono diminuiti in città proprio grazie alla sua speciale "congestion tax": viene da pensare che l'uomo non giri a sufficienza per la città oppure dorma quando lo portano a Palazzo Marino perché, negli ultimi due anni almeno, il traffico è sempre a livelli pessimi così come la qualità dell'aria; chi sostiene il contrario o è in malafede o non vive a Milano.

Come se questo non fosse sufficiente (ricordiamo che per entrare a Milano per motivi di lavoro o per i residenti, fatti i dovuti sconti e abbuoni, costa sempre oltre un migliaio di Euro l'anno) c'è qualcuno che alza la voce in senso contrario, sostenendo che l'Area C non è sufficiente ma andrebbe addirittura estesa. Politici e politicanti di cui non vale la pena nemmeno ricordare il nome: i mezzi di trasporto pubblico sono in diminuzione e sempre congestionati, i parcheggi fuori dall'Area C sono pochi e, in alcune zone, inesistenti; diciamola tutta il provvedimento serve solo a portare soldi alle casse municipali per il resto non c'è alcun risultato credibile e tangibile nemmeno dopo i primi 16 mesi dall'introduzione del provvedimento. Per la serie la vostra auto è molto inquinante ma, se pagate l'apposita gabella, diviene improvvisamente ecologicissima.

Che paese di mentecatti sempre pronti e proni ad accettare il volere del più forte di turno.

 

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