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La fotografia ai tempi di Expo

Vincenzo Castella, Milano, 2013. Da Italia Inside Out
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli occhi sono puntati su Milano. È quasi inutile dirlo: già da diversi mesi il capoluogo lombardo è al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo si può sintetizzare in una parola: Expo. Che per questa edizione ha un tema di particolare attualità: con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si vuole parlare di scompensi ambientali, con luoghi dove la fame è un problema endemico e altri dove il problema è l’obesità, luoghi dove si vorrebbe poter mangiare a cui si contrappongono altri dove non si mangia – leggi diete - per mantenersi in linea e, ancora, spreco e mancanza di cibo, sfruttamento di zone di produzione a opera di altri che ne godono i vantaggi. Ma non va dimenticato un altro tipo di nutrimento dato dalla cultura. Che, a sua volta, significa scoprire quanto altri hanno fatto nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e goderne i risultati, gioendo per questa possibilità che è ricchezza – nutrimento, appunto - per lo spirito. Ma non solo: i dati sull’apporto di lavoro e ricchezza che ricade ad ampio raggio sono decisamente elevati con cifre molto interessanti.

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Eccoci arrivati!

Accensione Albero della Vita Expo 2015

Alla fine eccoci arrivati al via! Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 31 marzo 2008 quando il BIE assegnò a Milano l'organizzazione della prossima Esposizione Universale che si sarebbe svolta nel 2015. Ricordiamo ancora quando nel giugno 2009 Vademecum Expo nacque e andò online per la prima volta: sembrava mancasse un'era geologica all'apertura dei cancelli e tutti, ancora, non avevano ben chiaro che cosa volesse dire avere un'Expo nella propria città, nel proprio Paese. Ecco che invece, come per incanto, i cancelli si sono aperti e i primi visitatori (su tutti una signora di Como) hanno attraversato i tornelli per trovarsi di fronte alla meraviglia di un intero mondo, tutto li a portata di mano e per la gioia degli occhi.

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Meno uno... sotto la pioggia battente

Meno uno!

Sotto una pioggia battente è iniziata la penultima notte di lavori al sito dell'Expo. A vegliare da stanotte una nuova luce, quella della ristrutturata torre Telecom che si staglia dal 1960 nello skyline di Pero. Proprio per l'occasione è stata infatti completamente ristrutturata e il tamburo centrale è stato rivestito con pannelli luminosi che, una volta accesi, la rendono visibile a oltre dodici chilometri di distanza.
I problemi di questa manifestazione sono ancora molti, nonostante tutto, anche se mancano poco più di 24 ore all'apertura dei cancelli: il Commissario Sala insieme alle maggiori autorità cittadine stanno lavorando alacremente per cercare di rendere minime (nulle sarebbe impossibile) le situazioni fastidiose che potrebbero trasformarsi addirittura in pericolose e nocive per l'immagine dell'Expo 2015, di Milano e dell'Italia intera.

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Meno due ...e il Papa s'infuria

menodue

"Quanto abbiamo speso per essere presenti all'Expo? Tre milioni di Euro?" Così pare abbia tuonato il buon Francesco, il Papa Buono II, quando ha saputo quanto era costata la realizzazione del padiglione dello Stato Pontificio alla prossima Esposizione Universale. È ovvio che con quei soldi si poteva fare di più, nel senso che la chiesa poteva benissimo fregarsene di Expo donando in opere benefiche il denaro speso per ribadire al mondo che anche la Chiesa c'è (così come Valentino Rossi quando vince e Guido Meda ribadisce che Rossi c'è): un concetto pleonastico.
Forse non sono sufficienti tutte le costruzioni "imu-esenti", presenti sul territorio nazionale e non, a far capire al mondo che l'Italia è già stata ampiamente lottizzata dai preti in lungo e in largo: ci sono piccole località dove ci sono più luoghi di culto che abitanti. Sin dai tempi antichi lo Stato del Papa ha messo radici nella povera Italia al punto che basta alzare lo sguardo ovunque per trovare chiese, campanili, santuari e roba del genere, spesso anche in luoghi così inaccessibili da chiedersi se sia stato davvero un miracolo quello che ne ha reso possibile l'edificazione.

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Meno tre ...e il padiglione c'è!

Fruty e meno tre

Come per incanto, con grande gioia di tutto il globo terracqueo e dei milioni di fan che vivono su facebook l'avvento di Expo 2015, il Padiglione Italia è pronto! Non è collaudato ma che importa, la gioia nel cuore di tutti noi – a partire dalla signora Diana – è tale da non farci notare questa brutta pioggia. Anche Foody è contento ed è già li al sito dell'Esposizione che fa ballare tutta la frutta da cui è composto. Che importa se hanno trovato un varco aperto nella recinzione laterale, una sorta di cancello dal quale tutti possono entrare liberamente, addirittura in auto! Che meraviglia le facilitazioni, altro che controlli e prenotazioni, altro che registrazione obbligatoria per i membri della stampa! Via tutti al cancello dal libero accesso: visitiamo l'Expo 24 ore al giorno, con o senza pubblico pagante.**

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È il momento di agire. Subito

un sms per il Nepal

Su questo sito siamo abituati a scherzare, a volte anche in modo pesante, su tutto ciò che gira storto intorno al mondo Expo e al comune di Milano. Ci sono momenti in cui però gli scherzi devono istantaneamente lasciare spazio alle cose serie. Questo è uno di quei momenti e tutta la redazione di Vademecum Expo 2015 si unisce alla diffusione di questo appello accorato.
Purtroppo, come tutti sappiamo, sono ore drammatiche quelle vissute in Nepal dalla popolazione locale. Per questo motivo l'Agenzia Italiana Risposta Emergenze (AGIRE) insieme a EXPO 2015 hanno deciso di lanciare un appello alla solidarietà per il popolo colpito. Ecco, di seguito, il comunicato stampa emesso da poco.

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Meno quattro

Fruty, un nome più cazzuto non c'era...

Ciao Sono Foody, la mascotte dell'Expo. Eh lo so, con tutti i sapientoni che sono stati assoldati per trovarmi un nome, proprio questo dovevano affibbiarmi, un nome cazzuto che se avessero fatto un concorso tra gli studenti delle scuole medie avrebbero trovato di meglio. Comunque eccomi qua, sono una specie di Arcimboldo dei poveri fatto di frutta. Insomma un'ideona.

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